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JWT: arte e marketing.
Vogliamo chiamarlo mARTketing?
Per sensibilizzare la popolazione neworkese sulle donazioni di indumenti, JWT ha disegnato sagome di persone sulle mura della città con ganci per appendere gli abiti donati dai passanti.
L’istallazione è stata realizzata dall’artista Julie Rutigliano.
DONARE UN CAPPOTTO NON RIUSCIRA’ AD EVITARE CHE LE PERSONE DORMANO IN STRADA, MA NON LE FARA’ MORIRE DI FREDDO.
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it’s not your immagination…it’s not your immagination…it’s not your immagination…
Se a dicembre hai sentito una voce echeggiare queste parole tra le strade di Manhattan, non preoccuparti. Non sei pazzo!
E’ la promozione scelta per Paranormal State, la nuova serie TV USA su storie di occulto.
E’ stata utilizzata la tecnologia audio spotlight abinata ad una maxi affissione.
Audio Spotlight sarà un ottimo strumento per campagne di guerrilla.
“Una tecnologia ideata negli anni settanta, e che ricorda molto quella che sta sviluppando Microsoft per i PC. Grazie all’impiego degli ultrasuoni, è possibile realizzare veri e propri coni di impulsi: di per sé, le onde sonore di lunghezza d’onda molto ridotta risultano inaudibili dagli esseri umani, ma attraversando l’aria vengono distorte, in modo matematicamente prevedibile, e possono dunque essere controllate con precisione per renderle avvertibili e focalizzate in punti specifici.”
da: punto informatico
A&E Sonic Wallscape (NYC)
1 min 30 sec – Dec 9, 2007
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L’agenzia gogomedia per FUK LUK SAU, centro fitness di Ancona.
Una Smart ricoperta da 2.500 post-it posizionata nel punto nevralgico dello shopping cittadino, proprio sotto l’albero di Natale della città.
Su ogni post-it c’era scritto:
“Vuoi allenarti in tempi brevi
con risultati fantastici?
Questo post it vale una seduta omaggio”.
Bene ancora un’azione di marketing alternativo in Italia…tuttavia non vedo l’attinenza tra la smart e la call to action (trial in palestra). Che sia stato anche un concorso per vincere la smart solo se si utilizzava il free trial?
Ne dubito…chissà se la gogomedia ci darà una risposta..
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Un Rabbit Hole (letteralmente “buca del coniglio”) e’ la porta di entrata in un mondo parallelo.
Una finzione che affonda le proprie basi nella letteratura fantastica di Lewis Carroll, che in “Alice nel Paese delle Meraviglie” utilizzo’ questa metafora per far entrare Alice in un assurdo ed improbabile mondo fatto di strani esseri.
Nel tempo l’espressione Rabbit Hole ha iniziato ad identificare qualsiasi tipo di ingresso in mondi alternativi:
- Morpheus (del film “The Matrix”) usa la metafora per offrire a Neo la possibilità di entrare nel “mondo reale”;
- negli Alternate Reality Games un Rabbit Hole e’ la pagina iniziale che conduce il giocatore all’interno del mondo fittizio. (ARG: nuova tecnica di marketing alternativo)
Ad esempio per la promozione del film AI Intelligenza Artificiale di Spielberg, fu utilizzato un ARG (vedi news su marketing alternativo) i cui “rabbit holes” erano tre:
• la menzione di Jeanine Salla col ruolo alquanto improbabile di “sentient machine
therapist” nei credits del film sui poster promozionali;
• un numero di telefono nascosto nel trailer video;
• un messaggio codificato in alcuni poster affissi in punti promozionali strategici
(punti vendita di video giochi e prodotti di intrattenimento).
Un messaggio chiaro:
“Evan Chan was murdered. Jeanine is the key”.
In pratica ogni rabbit hole stimolava una ricerca su Jeanine Salla.
La storia continua qui EDOC LAUNDRY
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E’ un’innovazione secondaria introdotta per spingere un prodotto che si trova nella fase di declino della sua esistenza.
Ma stiamo attenti…perchè in una quasi-quality potrebbe nascondersi un’innovazione soft.
da “Contiene una fantastica sorpresa” di S. Godin.
All’inizio della sua attività, William Wrigley vendeva saponi. Come incentivo ai rivenditori perchè trattassero il suo marchio, offrì, per ogni acquisto, delle confezioni gratuite di lievito. Quando il lievito si dimostrò più apprezzato dei saponi, l’azienda smise di fare sapone e iniziò a vendere lievito. Poi ebbe l’idea di offrire ai rivenditori delle gomme da masticare gratuite insieme con il lievito.
Una quasi-quality?
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Fra gli utenti dei servizi telematici di rete, prima fra tutte la rete Internet, ed in particolare fra i lettori dei servizi di “news” Usenet, si sono sviluppati nel corso del tempo una serie di “tradizioni” e di “principi di buon comportamento” (galateo) che vanno collettivamente sotto il nome di “netiquette”. Tenendo ben a mente che la entita’ che fornisce l’accesso ai servizi di rete (provider, istututuzione pubblica, datore di lavoro, etc.) puo’ regolamentare in modo ancora piu’ preciso i doveri dei propri utente, riportiamo in questo documento un breve sunto dei principi fondamentali della “netiquette”, a cui tutti sono tenuti ad adeguarsi.
uno
Quando si arriva in un nuovo newsgroup o in una nuova lista di distribuzione via posta elettronica, e’ bene leggere i messaggi che vi circolano per almeno due settimane prima di inviare propri messaggi in giro per il mondo: in tale modo ci si rende conto dell’argomento e del metodo con cui lo si tratta in tale comunita’.
due
Se si manda un messaggio, e’ bene che esso sia sintetico e descriva in modo chiaro e diretto il problema.
tre
Non divagare rispetto all’argomento del newsgroup o della lista di distribuzione.
quattro
Se si risponde ad un messaggio, evidenziare i passaggi rilevanti del messaggio originario, allo scopo di facilitare la comprensione da parte di coloro che non lo hanno letto, ma non riportare mai sistematicamente l’intero messaggio originale.
cinque
Non condurre “guerre di opinione” sulla rete a colpi di messaggi e contromessaggi: se ci sono diatribe personali, e’ meglio risolverle via posta elettronica in corrispondenza privata tra gli interssati.
sei
Non pubblicare mai, senza l’esplicito permesso dell’autore, il contenuto di messaggi di posta elettronica.
sette
Non pubblicare messaggi stupidi o che semplicemente prendono le parti dell’uno o dell’altro fra i contendenti in una discussione. Leggere sempre le FAQ (Frequently Asked Questions) relative all’argomento trattato prima di inviare nuove domande.
otto
Non inviare tramite posta elettronica messaggi pubblicitari o comunicazioni che non siano stati sollecitati in modo esplicito.
nove
Non essere intolleranti con chi commette errori sintattici o grammaticali. Chi scrive, e’ comunque tenuto a migliorare il proprio linguaggio in modo da risultare comprensibile alla collettivita’.
Alle regole precedenti, vanno aggiunti altri criteri che derivano direttamente dal buon senso:
A. La rete e’ utilizzata come strumento di lavoro da molti degli utenti. Nessuno di costoro ha tempo per leggere messaggi inutili o frivoli o di carattere personale, e dunque non di interesse generale.
B. Qualunque attivita’ che appesantisca il traffico sulla rete, quale per esempio il trasferimento di archivi voluminosi, deteriora il rendimento complessivo della rete. Si raccomanda pertanto di effettuare queste operazioni in orari diversi da quelli di massima operativita’ (per esempio di notte), tenendo presenti le eventuali differenze di fuso orario.
C. Vi sono sulla rete una serie di siti server (file server) che contengono in copia aggiornata documentazione, software ed altri oggetti disponibili sulla rete. Informatevi preventivamente su quale sia il nodo server piu’ accessibile per voi. Se un file e’ disponibile su di esso o localmente, non vi e’ alcuna ragione per prenderlo dalla rete, impegnando inutilmente la linea e impiegando un tempo sicuramente maggiore per il trasferimento.
D. Il software reperibile sulla rete puo’ essere coperto da brevetti e/o vincoli di utilizzo di varia natura. Leggere sempre attentamente la documentazione di accompagnamento prima di utilizzarlo, modificarlo o re-distribuirlo in qualunque modo e sotto qualunque forma.
E comportamenti palesemente scorretti da parte di un utente, quali:
- violare la sicurezza di archivi e computers della rete
- violare la privacy di altri utenti della rete, leggendo o intercettando la posta elettronica loro destinata
- compromettere il funzionamento della rete e degli apparecchi che la costituiscono con programmi (virus, trojan horses, ecc.) costruiti appositamente
costituiscono dei veri e propri crimini elettronici e come tali sono punibili dalla legge.
Per chi desiderasse approfondire i punti qui trattati, il documento di riferimento e’ RFC1855 “Netiquette Guidelines”, ed anche RFC2635 “A Set of Guidelines for Mass Unsolicited Mailings and Postings” disponibili sulla rete presso:
ftp://ftp.nic.it/rfc/rfc1855.txt
ftp://ftp.nic.it/rfc/rfc2635.tx
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Per anni studiosi ed esperti hanno parlato delle P delle marketing (prodotto, prezzo, promozione, punto vendita, packaging, posizionamento). Questo significa che ogni buon marketer se avesse preso in consideraizone queste P, avrebbe potuto DORMIRE TRANQUILLO.
NON E’ PIU’ COSI’….è tempo di aggiungere una P Particolarmente importante: PURPLE COW ovvero MUCCA VIOLA.
E’ un concetto introdotto da Seth Godin e ampiamente spiegato nell’omonimo libro.
La Mucca Viola non è una funzione di marketing cui ricorrere a prodotto finito. La Mucca Viola è qualcosa di fenomenale, inatteso e assolutamente incredibile che è dentro il prodotto.
Un prodotto deve essere STRAORDINARIO. Essere prudenti è la cosa più rischiosa che si possa fare.
So che questa non è una definizione rigorosa per il dizionario di marketing alternativo e comunicazione creativa. Ma penso che sia uno dei concetti fondamentali del marketing, alternativo o tradizionale che sia.
While driving through France a few years ago, my family and I were enchanted by the hundreds of storybook cows grazing in lovely pastures right next to the road. For dozens of kilometers, we all gazed out the window, marveling at the beauty. Then, within a few minutes, we started ignoring the cows. The new cows were just like the old cows, and what was once amazing was now common. Worse than common: It was boring.
Cows, after you’ve seen them for a while, are boring. They may be well-bred cows, Six Sigma cows, cows lit by a beautiful light, but they are still boring. A Purple Cow, though: Now, that would really stand out. The essence of the Purple Cow — the reason it would shine among a crowd of perfectly competent, even undeniably excellent cows — is that it would be remarkable. Something remarkable is worth talking about, worth paying attention to. Boring stuff quickly becomes invisible.
LINK:
purple cow – il sito
il blog di Seth Godin
marketing alternativo a Roma
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l’overkill e’ un’esagerazione pubblicitaria che si ha, ad esempio, quando si fanno delle promesse poco credibili oppure nel direct mail quando si usano dei metodi eccessivamente insistenti che provocano irritazione.
Definizione tratta dal Dizionario Illustrato della Pubblicità e Comunicazione edito da Lupetti
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